Orazio Sciortino, musicista dai molti volti e dal talento precoce qui nelle vesti di compositore, e direttore del suo Notturno a Fedora commissionato dai Pomeriggi Musicali, lavoro ispirato al romanzo di Italo Calvino Le città invisibili, nel quale la struttura combinatoria si unisce al tema di una realtà caotica, decifrabile dalle dimensioni molteplici dell’esperienza. Similmente, ci è sembrato in questo primo ascolto, l’interessante pagina di Sciortino, alla quale non mancano motivi di suggestione, e una sensibilità armonica spiccata, muove il suo cammino come un poliedro rotante, con una successione di immagini sonore per la quale pare determinarsi una pluralità di prospettive balenanti, ora cupe, ora serene. Per questa densa partitura per pianoforte e orchestra era alla tastiera Louis Lortie, nome celebre, lieto di prestare la sua opera al suo ex allievo Sciortino.

La Gazzetta di Mantova – marzo 2016

 

ORAZIO SCIORTINO A FUROR DI APPLAUSI

Roma, Aula Magna La Sapienza

Ciò che colpisce fin dalla prima frase del Preludio del Tristano, è l’acutissima intelligenza con cui Orazio Sciortino, che ha composto la trascrizione per pianoforte, espone il discorso musicale, come se fosse appunto un discorso dotato di senso. Lo fa con un tocco mutevolissimo, che esalta le variazioni timbriche della pagina, e con un fraseggiare di sovrana libertà, che però non è arbitrio, ma costruzione logica del periodo musicale. Il concerto diventa un’impaginazione della nascita delle avanguardie musicali europee tra 800 e 900, a partire proprio dal Tristano di Wagner.

Seguono Berg, Prokofiev, la rielaborazione che Sciortino stesso fa dei valzer del Cavaliere della rosa di Strauss, Ravel, Debussy, Messiaën, Skrjabin e, per tornare al principio, la Morte di Isotta trascritta da Liszt. Il furore degli applausi ottiene due bis: un istantaneo Poulenc e la Ninna-nanna di Strauss. Gioia pura!

Dino Villatico – La Repubblica

 

 

Orazio Sciortino, autore e direttore, proclama la sua vocazione teatrale schietta. La scrittura orchestrale, con qualche individualismo timbrico legato ai personaggi e alla situazione cupamente bellica è puntuale e drammaticamente leggibile. Esecuzione accurata in buca e in scena

Angelo Foletto – La Repubblica

 

La Paura, opera in un atto di Orazio Sciortino dall’omonimo racconto di Federico De roberto, trasformato a libretto da Alberto Mattioli con sicuro istinto teatrale. [..] Protagonista è il tenente Alfani, incarnato dal bravissimo tenore Blagoj Nacoski, da una parte è il carnefice, ammantato di vuoti motivi patriottici, ma dall’altra sembra in qualche momento affratellarsi alle sue vittime, un divario che la partitura di Sciortino riesce a suggerire con efficacia: un leggero vocalizzare del tenore nel registro acuto, un commento interiore del violoncello solo, un coro di soldati al centro, più di tutto l’effetto della conclusione, quando la musica, come oppressa da tanto orrore, ammutolisce ed esce da se stessa in pianissimo. Scena sobria di Giuseppe Salvatori con le luci di Franco Micieli, regia sensibile di Simona Marchini, Orchestra di giovani “Talenti Musicali” diretta dallo stesso Sciortino, successo lusinghiero per tutti.

Giorgio Pestelli – La Stampa.

Il Coccia ha scelto di scommettere sull’opera contemporanea commissionando al talentuoso e giovane pianista e compositore Orazio Sciortino una nuova partitura, La Paura, che ha inteso essere un ricordo al centenario della Prima Guerra Mondiale fra le tante manifestazioni che ne hanno rammentato gli orrori. Ispirandosi all’omonimo racconto di Federico De Roberto (noto ai più come autore del romanzo I Viceré), si è affidata la stesura del libretto in un atto unico al giornalista e critico musicale Alberto Mattioli, che lo ha abilmente scritto rimanendo assai fedele al testo originale, riportandone stralci interi e condensandoli con estrema sensibilità al concetto di angoscia che si vive in una trincea sul confine austriaco durante la Prima Guerra Mondiale. Questo racconto, che si snoda formalmente con lo scambio di battute fra ciascun soldato obbediente al turno di guardia e le confortanti parole del tenente Alfani, si sviluppa attraverso una musica che alterna graffianti militarismi sonori ad un canto di conversazione che rasenta la recitazione intonata, con una asciutta crudezza che ritrae emozionalmente la paura e lo sgomento dei soldati dinanzi ad una realtà che va accettata per ordini superiori, ma resta assurda e incomprensibile; perché la guerra, con i suoi meccanismi di morte, è sacrificio di innocenti dinanzi alla follia dei potenti. Ecco perché la musica di Sciortino si mette al servizio di questa angoscia, del senso di smarrimento psicologico dei condannati a turno per un volere di comando che li consegna ad una scrittura strumentale lirica che è voce di coscienza, di inevitabile accettazione del destino senza però rinunciare al disorientante stato di ipnotico affanno in cui versa chi sa di non aver via di scampo. Partitura e libretto sono un tutt’uno in funzione non tanto del tragico racconto che devono sviluppare ma del sentimento che devono trasmettere al pubblico; un sentimento di desolata inquietudine, evidente soprattutto nella sospesa liricità della coda strumentale finale, grondante di un dolore che va al di là delle lacrime, tanto è agghiacciante la forza che emana dalla strisciante allucinazione lirica che da essa trasuda. Dirige lo stesso autore della musica; successo vibrante.

Alessandro Mormile – Opera

 

 

Situazione scenica perfettamente comprensibile e accattivante, musica interessantissima e piena di pathos, magnificamente diretta ..Da restare allibiti.

Indimenticabili sia il coro (chissà se ispirato dall’origine greco-siracusana dell’autore) dei soldati che commentano la tragedia di quelle morti prive di compianto, sia il lungo e commovente assolo del violoncello che descrive la sofferenza e la solitudine del soldato che sa di andare a morire.

Una sorprendente riconciliazione con la musica contemporanea, dunque, e la palpabile sensazione che la musica “colta” – e con essa l’opera lirica – abbiano ancora un futuro importante e interessante.

 

Paolo Viola – Arcipelago Milano, settimanale milanese di politica e cultura.

 

La scrittura di Sciortino è concisa, non descrive situazioni ma tratteggia in modo essenziale e oggettivo i sentimenti e gli stati d’animo e, in particolar modo, la percezione della paura vissuta, in modo diverso e personale, dai singoli personaggi, condannati ad una morte assurda. Nei silenzi, negli incisivi interventi dell’ensemble strumentale e nella nitida e lineare scrittura vocale, che unisce ad una declamazione con inflessioni melodiche anche il dialogo parlato, si avverte l’angosciante consapevolezza del tragico destino che attende ciascuno. La scrittura strumentale, per un piccolo organico, possiede spessore ed è in grado di sostenere efficacemente la vicenda. Il merito va anche alla concertazione scrupolosa compiuta dallo stesso Sciortino e alla bravura dei componenti dell’Orchestra Talenti Musicali. Da notare, nel dialogo del tenente con il soldato Ricci, il graffiante e raffinato accompagnamento del violoncello pensato da Orazio. Il numeroso pubblico del Coccia ha seguito con curiosità e attenzione l’opera e, al termine, ha espresso un vivo apprezzamento per tutti gli artisti coinvolti.

 

Lodovico Buscatti – Operaclick

 

La lunga attività compositiva e pianistica di Sciortino, giovane quanto già affermato compositore siciliano, si arricchisce in questa occasione con la sua prima prima opera lirica, scritta su libretto di Alberto Mattioli. Prima di entrare nel merito dell’esecuzione novarese, è giusto spendere una parola di plauso all’impresa non comune di Sciortino, la cui scelta di occuparsi di teatro musicale nel panorama della musica contemporanea (che premia soprattutto il genere sinfonico) si pone come ardua sfida fuori dal comune.

Sciortino ci regala un tappeto sonoro sempre cangiante e denso di tensione emotiva. Nell’angosciosa calma che precede ogni uscita di scena dei soldati, la scrittura si fa tesa e permeata da accenti sinistri. Dal ridotto organico orchestrale il compositore, anche nelle vesti di direttore, trae un discorso musicale senza soluzione di continuità, le cui oasi timbriche diventano vestibolo crepuscolare dell’azione drammatica.

Grande successo da parte del pubblico presente in sala, il cui coinvolgimento emotivo è parso evidente soprattutto nel tragico finale dell’opera.

 

Emanuele Dominioni – L’Ape Musicale

 

La composizione di Sciortino è un lavoro complesso. Una forma aperta, riconducibile però a sezioni marcatamente riconoscibili. Di forte impatto le timbriche che riescono a emergere da un substrato acustico costruito con una tecnica notevole: seducenti gli impasti definiti dalla sovrapposizione di timbri molto particolari; curioso l’utilizzo degli strumenti nelle regioni acute con lente progressioni ascendenti; espressiva la voce delle percussioni dall’effetto grand-guignol; interessante la selezione delle voci pure per descrivere intere aree e il contrappunto del coro. Il risultato complessivo ha abbastanza forza nel descrivere la desolazione sentimentale dei presenti, lo stato anaffettivo e lo scoramento che li abita, la vacuità del momento, l’irreparabile. L’Orchestra, diretta dallo stesso Sciortino, è quella dei Talenti Musicali: mai nome fu più azzeccato: diciamo perfetti e il lavoro da fare era da straordinario, da sudori freddi. Gli applausi dimostrano l’apprezzamento del pubblico. Ora non resta che dare continuità a questo progetto, dalla grande forza aggregante sul territorio e in grado di stimolare al nuovo gli ascoltatori.

Diego Ragazzo – Corriere di Novara .

 

 

“[...] Il volersi rapportare di Sciortino con la contemporaneità è molto evidente e dimostra come il concerto debba essere soprattutto l’esperienza di se stessi e del mondo. Per lui la musica sembra essere un’avventura estetica e intellettuale e non una sfida ginnico-virtuosistica, da tenere nei ristretti e sicuri confini del repertorio consolidato.
La sua logica è stringente: esorcizza il virtuosismo e punta piuttosto sulla narrazione. Lo fa con acuta intelligenza e ovviamente con tecniche più che adeguate. Sa dispensare certi valori spettacolari, che volenti o non volenti, comunque ci sono nella sua esecuzione. Evita il puro virtuosismo e di questo il declamato retorico. Preferisce essere più narratore che retore e parla talvolta a braccio, muovendosi con libertà lungo le prescrizioni del testo, reinterpretandole in fatto di colori, di segni agogici, di accentuazioni, di respiro, di pedale.
Carnaval risalta con tutti i suoi reconditi valori: è conoscenza intuitiva, proposta, senza mediazioni intellettuali, del significato più profondo dell’esistenza, del suo continuo divenire, della sua molteplicità, dell’umana solitudine, del lieto accordo che gli uomini sanno cercare e trovare nel corso del tempo; dunque un significato all’insegna di un velato nichilismo. Veloce e preciso Sciortino fa percepire ogni singolo dettaglio della scrittura, tratteggiando con mano rapida e leggera queste piccole perle schumanniane. Una leggerezza che non lascia in ombra gli aspetti più sognanti e introversi.

- Gianni Villani – L’Arena

 

Del trentenne pianista e compositore siracusano Orazio Sciortino è facile tessere le lodi: si poteva già iniziare a farlo nel momento in cui uscì lo spartito delle sue cadenze ai Concerti per pianoforte e orchestra di Mozart, scritte quando non aveva che diciassette anni. Talento multiforme, come pianista sembra centrare il segno ad ogni sua apparizione anche perché si presenta in disco e in pubblico quasi non appartenesse che per caso a quella categoria di strani animali che popolano più o meno felicemente le nostre sale da concerto. Per Sciortino il pianoforte è un mezzo di comunicazione come ce ne potrebbero essere tanti altri, ma è l’unico che gli permette ad esempio di tracciare inediti percorsi come quello che ha illustrato nel suo recital breve allo Spazio89 di Milano, impaginato attraverso un tutto Skrjabin incorniciato tra il Preludio e poi la Morte di Isotta nelle trascrizioni proprie e di Liszt. Un viaggio affascinante che ci ha condotti a ritroso nel tempo partendo dalle pagine estreme del compositore russo, i 5 Preludi dell’op.74 del 1914, fino ad arrivare ai molto più mansueti – ma non meno suadenti – Preludi dell’opera 11. Per Sciortino, l’ultimo Skrjabin è la naturale conseguenza di un linguaggio musicale che trova nel Wagner più avanzato una logica premessa, pur senza sminuire quelli che possono essere dei riferimenti a contenuti extra-musicali come quelli presenti nei versi dannunziani (più decadenti non si può) da lui scelti per illustrare il proprio recital («…la melodia duplice del desiderio e del dolore»). Un pianista-poeta, dunque che sembra essere attratto dall’insolito più che collezionare nuove proposte attinte dal repertorio classico

Luca Chierici – il Corriere Musicale

 

“[nell'esecuzione di Szimanowski] Sciortino riesce a dar vita a gusto ipnotico di una terra antica, incantatrice e labirintica come il Mito, mescolando la fiaba e la filosofia, la storia e il sogno del viaggio e degli incontri di Odisseo. Così si congeda, con una magnetica lettura della Sehnsucht della classicità secondo Szymanowski, il pianoforte di Sciortino, che tornava, giustamente applauditissimo, di fronte al pubblico del Bologna Festival dopo aver vinto il premio del pubblico come miglior artista emergente dell’ultima rassegna Talenti, promossa dalla benemerita istituzione concertistica felsinea” -

Roberta Pedrotti, blog “L’ape musicale”

 

 

Il ventinovenne siciliano accosta il Beethoven maturo al giovane Bartòk (Bagatelle op. 6), il cinquantanovenne Brahms (Sette Fantasie op. 116) e il ventottenne Skrjabin (Fantasia in si minore op.28) e li affronta con sicurezza, vestendo come un guanto lo stile dell’uno e dell’altro, senza apparire per questo camaleontico, quanto piuttosto preparato, abile e sensibile. Con forbito eloquio mediterraneo e affilato viso normanno intrattiene brevemente il pubblico a illustrare le ragioni, le simmetrie, le peculiarità del repertorio selezionato per l’occasione. Sciortino, indubbiamente sa e sa fare, ha studiato e approfondito con intelligenza, senza abbandonarsi all’istinto o assimilare passivamente. È palese come questa musica, nel pensare di proporla, l’abbia veramente capita, l’abbia analizzata nei minimi dettagli, e che su queste basi abbia modellato la sua tecnica per dare chiarezza al pensiero.

Roberta Pedrotti. l’Ape Musicale – rivista online di arte, musica e cultura.

 

 

Nell’interpretare il secondo concerto beethoveniano, le mani di Orazio Sciortino si sono rivelate l’abile strumento di un pensiero, di un’indagine, di uno studio e di un’appassionata curiosità, penetrando tra gli intrecci delle maglie e palesando alcuni sottili e preziosi filamenti. Il toccante Adagio si è trasformato addirittura in un pregnante momento intimistico, che Sciortino ha suonato in larga parte a occhi chiusi, blandendo i tasti del pianoforte con un tocco al limite dello sfioramento e regalandoci più di un brivido nella schiena.

Maurizio Pancotti. Fuori dall’orbita – rivista musicale online

 

 

Die CD ist vom Programm her sehr interessant und überzeugt auch pianistisch. Sciortino differenziert die musikalischen Charaktere Wagners und Verdis sehr gut. Wagner erklingt mit vollem, satten und eher dunkel gefärbten Sound, typisch deutsch also, die Verdi-Paraphrasen sind virtuos, flüssig und filigran und kantabel, eben typisch italienisch

Remy Franck .  “Pizzicato” magazine – February 2014

 

 

Sciortino held the audience captivated with the expressive operatic music interspersed with sensitive melodies.
His fingers did not just dance but leapt over the keyboard from octave to octave. Even the lights in all colors of the rainbow did not distract the listeners. Rather, they became part of the ritual.

From “Saudi Gazette” – January 2014.

 

 

“Italian pianist mesmerizes audience in Jeddah”
It was a sheer magical evening when gifted Italian pianist Orazio Sciortio set poetry in motion from the moment his nimble fingers descended on the keys. Just 29, Orazio, is already considered an icon among the new generation musicians from Italy, and this was evident from the standing ovation and cries for encore from the audience after every rendition.
Orazio’s admirers say he is more than a pianist; he is a poet and a thinking soul, with a vast repertoire and command over composition which makes him an artist par excellence. One gets the impression that the keyboard smiles happily under his nimble fingers. The way his hands move… fingers racing on the piano, is like deer jumping around.

From “ArabNews –Magazine” – January 2014.

 

 

Nel doppio CD “Wagner&Verdi”, il pianista siracusano è assolutamente a proprio agio nelle rielaborazioni lisztiane e riesce persino a dire cose nuove nella parafrasi sul Rigoletto (oggi suonata da chiunque, anche malamente) e nel pochissimo eseguito Don Carlo. Il Wagner-Tausig è espressivamente più misurato ma virtuosisticamente rimarchevole.  Un saggio, insomma, dal quale si capisce come Sciortino sia in grado di affrontare con successo una fetta molto vasta del repertorio pianistico più o meno conosciuto e diffuso.

Luca Chierici. Classic Voice

 

 

Orazio Sciortino si dedica a questa impresa discografica con passione e coraggio, per approfondimento, profusione coloristica, capacità di delineare i leitmotive wagneriani, di cui queste composizioni, come la tremenda – per difficoltà – trascrizione da Die Walkuere o le luminose parafrasi da Tristan und Isolde sono finemente intessute.

Claudia Abbiati – Amadeus – 2CD “Wagner&Verdi piano transcriptions by Tausig&Liszt” – Sony Classical

 

 

Il bicentenario verdiano e wagneriano è agli sgoccioli, ma rimane ancora una ciliegina sulla torta: Orazio Sciortino propone uno splendido doppio album dedicato a trascrizioni e arrangiamenti che i virtuosi Liszt e Tausig realizzarono, rispettivamente, dalle opere dell’italiano e del tedesco. Sciortino costruisce un percorso avvincente, ricco di inediti, ma soprattutto non si ferma a un virtuosismo da saltimbanco, riuscendo a cogliere l’essenza più intima dei lavori

Luca Ciammarughi. “MilanoFinanza” – November 2013

 

 

Ecco un cofanetto bello e intelligente: nell’anno Verdi-Wagner accosta in parallelo le famose parafrasi verdiane di Liszt e quelle meno note di Carl Tausig, allievo di Liszt e fervente wagneriano. L’ascolto è un viaggio nei due repertori, da Ernani, stupendo, alla Cavalcata delle Valchirie. I due ritratti si fronteggiano ma ne escono alla pari, come suggerisce la grafica a specchio dei due cd. Orazio Sciortino non è solo un pianista rigoroso, colto e infallibile: è un musicista a tutto tondo, e qui lo dimostra.

Carla Moreni – Il Sole24Ore – 2CD “Wagner&Verdi piano transcriptions by Tausig&Liszt” – Sony Classical

 

 

Orazio Sciortino, che oltre che pianista è anche compositore, si muove con una coscienza interpretativa unitaria, pur nella diversificata climatologia dei vari brani (si va dalla semplice preghiera del Salve Maria a quella interiorizzata, spiritualizzata dell’Agnus Dei, alla declamazione celebrativa dell’Ernani e del Don Carlos,alla tragicità del Trovatore,al gioco erotico del Rigoletto, fino alla drammaticità sublimata dell’ultimo Liszt, complice il Verdi di Aida e di Simon Boccanegra). Sciortino, da autentico virtuoso, evita il puro virtuosismo, tentazione estrema di tanti pianisti specie in certi brani (Rigoletto), e del virtuosismo evita il declamato retorico: preferisce essere più narratore che retore. Sciortino dunque esorcizza il virtuosismo e punta sulla narrazione, e lo fa con acuta intelligenza, come con intelligenza, e ovviamente con doti tecniche più che adeguate, sa dispensare certi valori spettacolari che comunque ci sono in questi pezzi. Forse  il nostro giovane interprete sarà in grado di cogliere in futuro il delirio drammaturgico delle opere originali e farne confluire sapientemente la parte più autentica in questo suo pianismo già trascendentalmente emozionante.

Riccardo Risaliti – Musica - 2CD “Wagner&Verdi piano transcriptions by Tausig&Liszt” – Sony Classical *****5 stars

 

 

Questo significativo documento sonoro induce a confermare la centralità del pianoforte nell’organologia (allargando il significato del termine) degli ultimi due secoli, e a un musicista come Franz Liszt (1811-1886) toccò fatalmente di assumere il ruolo – centrale anch’esso, per ampiezza dell’intuizione, per audacia intellettuale, di interprete dotato di capacità propositive nell’ultima vera contingenza nell’espressione musicale, prima del buio. Orazio Sciortino giovane pianista generoso di vibranti inveramenti, affida a questo CD pagine sinfoniche lisztiane: Orpheus, Les Préludes, Le Triomphe funèbre du Tasse, Gretchen, e Mephisto-Waltz n.1, in trascrizioni in bianco e nero ad opera dell’Autore, di A. Stradal, K. Klauser e di F. Busoni: una proposta – l’orchestra nel pianoforte – di meritoria efficacia.

Umberto Padroni. “Suono”. CD “F.Liszt:An Orchestra on the piano”.

 

“La proiezione del film muto Silent Wagner con le improvvisazioni del ventinovenne pianista-compositore Orazio Sciortino ha riportato le lancette dell’orologio al 1913, anno del primo centenario della nascita del compositore tedesco, realizzando idealmente il progetto originario del regista Carl Froehlich….Il maestro Sciortino risolve il rapporto tra immagini e musica in una perfetta integrazione di suoni e situazioni drammatiche coerentemente con le idee estetiche di Wagner: non si tratta quindi di semplice “musique d’ameublement” che non ha bisogno di essere ascoltata! Le improvvisazioni dialogano con le immagini costruendo un significato complessivo che non può essere desunto né dal solo elemento scenico né semplicemente da quello sonoro. La musica segue il racconto biografico rivelando l’intersecarsi della quotidianità sociale e famigliare con l’universo spirituale e artistico del compositore. Il pubblico è provocato al coinvolgimento: ilarità, ammirazione e commozione si susseguono senza interruzione di continuità. Orazio Sciortino si dimostra artista vero soprattutto nel commento alla rievocazione delle origini della Tetralogiaquando contrappuntando il tema di Sigfrido con quello dell’incantesimo del fuoco e affiancando a essi il leitmotiv del sonno, evidenzia il carattere visionario dell’immaginazione wagneriana mostrando come le difficoltà biografiche non ne abbiano mai fiaccato l’ardore creativo….Gli applausi scroscianti dei presenti hanno testimoniato l’unanime apprezzamento nei confronti di un giovane musicista completo che sarebbe riduttivo etichettare come valente pianista. Il concerto si è concluso con l’esecuzione della trascrizione di Tausig, un allievo di Listz, dell’Isoldes Liebestod, ultimo regalo di Orazio Sciortino al suo pubblico”.

Luca Riva – HubCulture Online Magazine.

 

“Cheveux coupés ultracourt, sanglé dans un costume sombre anthracite slim and fit, le regard bleu porcelaine, le visage émacié à la grâce des portraits des jeunes gens du Quattrocento, le pianiste avait toutes les allures d’un elfe aux doigts d’or, d’une souplesse et d’une agilité à couper le souffle [...]Tous les amateurs du clavier et de l’art lyrique vous le diront. Des partitions pour somptueuses envolées orchestrales, déchaînement des cordes, souffle des instruments à vent, éructations des cuivres et résonance de percussions, les petite et grande caisses étaient emprisonnées dans l’espace noir et blanc des octaves des touches d’ivoire et l’amplitude des pédales, vedettes non conventionnelles, lâchées ici à brides abattues.”

Edgar Davidian“L’Orient le jour” Lebanese Newspaper.

 

“Como intérprete joven que es (nació en 1984), Orazio Sciortino, se ha dejado seducir por el virtuosismo lisztiano, una destreza de la que da buena cuenta en este registro.  Sciortino es una de esas rara avis en el mundo musical actual que ejerce como compositor y como intérprete”

Eva Sandoval

Attentif à différencier les plans sonores, Sciortino délivre une interpretation puissante et pleine de couleurs.
Diapason Magazine
Careful to distinguish between sound levels, Sciortino delivers a powerful interpretation and colorful.
Diapason Magazine

 

The most remarkable aspect of Sciortino’s performances is their bold conception. His readings are those of a seasoned conductor, at once sensitive to expressive detail yet always delineating the greater architectural structure in vivid relief. His technical equipment is formidable, allowing him to toss off the thorny Busoni Mephisto Waltz with alacrity and panache. Here, as indeed throughout the recording, Sciortino’s scrupulous attention to the details of voice-leading is particularly appealing. He is also the master of unconventional and highly effective pedal effects; witness for example track 5 at 6:24.
But for all the abundant coloristic effects brought to bear in the Busoni, I find the ardent portrait of Gretchen the most moving in strictly musical terms. Its understated lyricism is so tender, so poignant in every detail, that there were moments when I felt as though I were hearing this music, familiar to me from childhood, for the first time. Moreover, on the keyboard, the subtle dissonances stand out with greater piquancy than when played by an orchestra. No less touching is the tragic dignity of Le Triomphe funèbre du Tasse.
In both Les Préludes and Orpheus we again encounter the sensitivity to textural and agogic nuance, the sense of inevitability and aptness with regard to tempo and momentum, and originality of conception that pervade the other pieces. Sciortino’s gifts, both as a musician and as a pianist, seem to exist in perfect symbiosis. This recording whets the appetite to hear more of his Liszt playing and to hear him perform his own music. Warmly recommended!

FANFARE: Patrick Rucker   about CD “Franz Liszt – An orchestra on the piano” (Dynamic)

 

Orazio Sciortino è uno dei migliori esempi del profilo dei nuovi musicisti italiani: colti, preparati, curiosi, profondi. Sciortino propone un impaginato audace, col Liszt che riporta al pianoforte il caleidoscopio dei Poemi sinfonici. La riduzione, anziché diminuire, amplifica la forza narrativa: compressa l’invenzione esplode. Perfette tutte le note, comprese quelle del libretto, sempre del pianista.

Carla Moreni sul CD “Franz Liszt, An orchestra on the piano”. IlSole24Ore. Giugno 2012

 

  Orazio Sciortino is one of the best examples of the new Italian musicians profile: highly learned, ready, curious, deep. Sciortino proposes a daring composition, proposing a Liszt showing the kaleidoscope of Symphonic Poems at the piano. The reduction, rather than decreasing, amplifies the narrative power: the compressed invention produces an explosion. All notes are perfect, including the libretto, made by the pianist as well.

Carla Moreni about CD recording “Franz Liszt, An orchestra on the piano”.  IlSole24Ore. June 2012

 

Sono molto onorato di raccomandare l’eccezionalmente colto e talentuoso pianista Orazio Sciortino. Orazio è più di un semplice pianista: è un vero poeta dall’animo profondo. Le sue grandi abilità in un repertorio vasto e le sue conoscenze nell’ambito della composizione, fanno di lui un artista superiore.

Louis Lortie su Orazio Sciortino.

 I am most honored to recommend the exceptionally gifted and cultivated pianist orazio sciortino. He is more than an ordinary pianist: he is a true poet and a thoughtful soul. His wide abilities in a varied repertoire and his compositional knowledge make him a superior artist.

Louis Lortie about Orazio Sciortino. February, 2010

 

Standing ovation per il pianista Orazio Sciortino al Teatro Greco di Siracusa. E’ diventato grande il pianista Orazio Sciortino. Non grande di età perché è ancora giovanissimo, ma grande nella maestrìa professionale. Chi ha avuto la buona sorte di assistere al suo concerto al Teatro Greco di Siracusa ne ha avuto la gradevolissima conferma… Il Maestro Sciortino ha letteralmente sbalordito i presenti riscuotendo scroscianti applausi. Si aveva l’impressione che la tastiera, sotto l’agilità e la pertinenza di quelle dita, sorridesse di felicità. Lo strumento sotto le sue mani diventava una intera orchestra, nella sua musica una dottrina creativa di assoluta valenza… E’ già l’esempio vivente di come il buon Dio si compiaccia di conferire, ad un prescelto, uno straordinario talento, consacrandolo con il crisma della genialità.

Aldo Formosa. Quotidiano “Libertà”. Giugno 2011.

 

Standing ovation for the pianist Orazio Sciortino at the Greek Theatre in Syracuse. Despite his young age, Sciortino can be considered one of the most mature and best skilled pianist of the contemporary music music panorama. Who has had the good chance to attend his concert at the Greek Theatre of Syracuse has had a very pleasant validation of this state of the art… Maestro Sciortino has literally stunned his audience receiving thunderous applauses. One had the impression that the keyboard smiled happily under the his nimble fingers. At the touch of his hands,the instrument became a full orchestra, making his music a creative doctrine of unquestionable value … He represents the living example of how God is pleased to confer an extraordinary talent upon his chosen one, consecrating him with he chrism of genius.

Aldo Formosa, newspaper “Libertà”. June 2011.

 

Sciortino brilla tra la musica dipinta. Le arti sorelle, musica e pittura, con la sua performance, si illuminavano a vicenda, in un dialogo fecondo di sottili corrispondenze.

Giornale di Brescia. Giugno 2011

Sciortino shines through the ‘painted music’. Music and painting, the two sister arts, lit up each other during his performance in a fruitful dialogue made of subtle correspondences.

Giornale di Brescia. June 2011

 

 

Quale felicità se i destini dell’Italia fossero in mano non a dilettanti ma a giovani come Orazio Sciortino, esile elfo, stupefacente per virtuosismo. Evanescenze perfette, quasi irresistibili sensazioni di profumi sottilissimi. Intelligenza e arte, studio instancabile e sempre la commovente freschezza.

Quirino Principe. Sole 24 Ore. Novembre 2009

What a happiness if the destinies of Italy were in the hands of young people such as Orazio Sciortino, slender elf full of astonishing virtuosity. The evanescence effect is perfect and the thin feeling of perfumes are slightly irresistible. Intelligence and art, tireless research and always moving freshness.

Quirino Principe. Sole 24 Ore. November 2009

 

Senza pedale destro al pianoforte e senza spartito. E tutto ciò durante il concerto del 24enne italiano Orazio Sciortino. Nonostante tutto sembrasse andare per il verso sbagliato, è stata una serata di musica classica di qualità straordinaria, che si è svolta nella sala con giardino del castello. Il pianista siciliano, ha tenuto un concerto nell’ambito della serie “Tesori musicali nel castello di Wolfsburg”.

Circa 70 abitanti di Wolfsburg attendevano ansiosi una delle giovani stelle del panorama musicale dei pianisti e la sua esecuzione delle composizioni di Franz Liszt. E invece, il destino avverso non si era insinuato in un dettaglio, bensì nel pedale destro del pianoforte. Era incastrato. Secondo l’accordatore, ci sarebbero volute almeno due ore per rimediare al danno.

Si era indecisi sull’annullamento o meno della serata, non era possibile eseguire Liszt in quelle condizioni. Tuttavia, Orazio non ha voluto deludere il suo pubblico. Improvvisamente ha cambiato programma e ha eseguito le opere di Haydn, Beethoven e Mozart, senza spartito, in quanto il 24enne ovviamente non aveva previsto una situazione simile. Quello che  è accaduto dopo è stato uno spettacolo pirotecnico di note in Allegro , sonorità sognanti in Adagio. In breve, un’esecuzione di alto livello.

Il giovane pianista ha aperto la serata con una Sonata di Joseph Haydn, manifestando sin dalle prime note un grande piglio interpretativo, un susseguirsi di motivi contrastanti hanno immerso gli ascoltatori in un clima di grande tensione emotiva. Orazio Sciortino si è dimostrato brillante e allo stesso tempo sensibile – ha suonato in modo virtuoso ed espressivo, sia nel caso dei tempi lenti che nel caso di quelli più veloci. Da Mozart si è passati a Beethoven, e le impressioni positive dell’auditorio sono cresciute brano dopo brano.

Un’intensa serata musicale con un grandissimo pianista in grado di fare del suo meglio anche “senza”…

Wolfsburger Nachrichten. Giugno 2009.

 

Without the right pedal of the grand piano and without score. All that happens during the concert of the Italian twenty-four-years-old Orazio Sciortino. Even though everything seemed to go badly, it turned up to be an extraordinary quality night of classical music, set in the Garden Hall of the castle. The organisers were undecided whether to confirm or to postpone the concert, since it would not be possible to perform Liszt’s compositions in those bad conditions. Nonetheless, Orazio did not want to deceive his audience. So, without hesitation, he decided to change program, performing Haydn’s, Beethoven’s and Mozart’s pieces, without score, as the twenty-four-years-old pianist could not foresee such an awkward situation. What followed was a breathtaking performance made of notes in Allegro and a delightful suspension in Adagio. In short, a high level performance.
The young pianist started his concert with a Sonata by Joseph Haydn, expressing from the very beginning a great interpretive tone, a succession of contrasting themes plunged the listeners in a deep emotional suspense. Orazio Sciortino proved himself both brilliant and sensitive, rendering the alternation of slow and faster tempi virtuously and expressively. From Mozart to Beethoven, the positive impressions among the listeners grew piece after piece.  Wolfsburger Nachrichten. June 2009.

 

Il pianistia siciliano Orazio Sciortino ha dato vita ad una esecuzione splendida, unendo ad un suono nitido e preciso, una grande passionalità e dimostrando una maturità che solo i grandi solisti possiedono.

Supereva Magazine on-line. Ottobre 2008

 

The sicilian pianist made a splendid execution, combining a pure sound with a huge passionateness. He thus showed the maturity that only great pianists have.
Supereva Magazine on-line. October, 2008.